Archivio per la Categoria Uncategorized
“AI GIOVANI” DI ALDA MERINI… CIAO ALDA…
Posted in Uncategorized on Novembre 1, 2009 by mircodinamo
con il tuo ventre scoperto,
e una medaglia d’oro
sull’ombelico,
mi dici che fai l’amore ogni giorno
e sei felice e io penso che il tuo ventre
è vergine mentre il mio
è un groviglio di vipere
che voi chiamate poesia
ed è soltanto tutto l’amore
che non ho avuto
vedendoti io ho maledetto
la sorte di essere un poeta.
INEVITABILE VUOTO-IL VIDEO SU 055NEWS!
Posted in Uncategorized on Novembre 1, 2009 by mircodinamoCOPIA
INCOLLA
E VAI!!!
http://www.055news.it/notizia.asp?idn=32569
3 SETTIMANE
Posted in Uncategorized on Ottobre 31, 2009 by mircodinamoLa prima settimana in Egitto
la seconda a riprendersi dall’Egitto
la terza a riprendermi da me stesso
adesso sono qui…
a vedere come sarà la quarta!
STRANAMENTE FOTTUTAMENTE
Posted in Uncategorized on Ottobre 7, 2009 by mircodinamoFai delle scelte…
prendi decisioni..
fai precisazioni…
a volte poi…però… nel tempo
si perdono per strada
e si trasformano solo in buoni propositi…
Poi decidi profondamente
e tutto inizia a ruotare verso un senso…
una destinazione…
fissata… definita
precisa,
e ti senti sollevato…
diverso….quasi cambiato
e stranamente… fottutamente felice.
Dentro la vita
Posted in Uncategorized on Ottobre 6, 2009 by mircodinamoNella fluidità della vita
scorre di tutto…
i miei pensieri… le mie azioni..
i tuoi momenti…
le mie stronzate…
i miei vecchi dischi.
E’ come un fiume in piena
che travolge tutto..
e a volte porta via anche me.
Domani sarà un giorno diverso davvero.
C’E’ CHI SI ASSUME RESPONSABILITA’ E CHI SCAPPA! come sempre…
Posted in Uncategorized on Ottobre 3, 2009 by mircodinamoMentre in America
David Letterman
denuncia chi lo ricattava
e confessa pubblicamente la propria verità
sulle sue scappatelle davanti a milioni di telespettatori …
http://it.reuters.com/article/entertainmentNews/idITMIE5910CE20091002
Fini in italia
rinuncia al lodo Alfano..
e Woodcock ritira la denuncia a suo carico
“per aver dimostrato leale collaborazione tra istituzioni e,
soprattutto, fiducia nell’azione della magistratura…”
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2009/10/02/visualizza_new.html_964618257.html
Mentre Messina sprofonda nel fango
con una tragedia annunciata da anni
http://www.dazebao.org/news/index.php?option=com_content&view=article&id=6817:disastro-a-messina-decine-di-morti-e-dispersi-per-una-tragedia-annunciata&catid=90:cronaca&Itemid=288
SILVIO BERLUSCONI E TUTTO LO STATO MAGGIORE DI LEGA NORD E NON SOLO:
(Umberto Bossi, Roberto Calderoli, Roberto Maroni, Mario Borghezio, Roberto Cota, Francesco Speroni. Per il governo, ci sono anche i ministri Giulio Tremonti, Ignazio La Russa. Presenti anche i rappresentantti delle istituzioni locali milanesi: Roberto Formigoni, Guido Podesta’ e Letizia Moratti. E alla prima del ‘Barbarossa’ non mancano alcuni personaggi di primo piano del mondo economico, come il presidente Bpm, Massimo Ponzellini, il vicepresidente di Unicredit, Fabrizio Balenzona, il numero uno di Fonsai, Salvatore Ligresti, il presidente della Sea Giuseppe Bonomi e il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri.)
VANNO ALLA PRESENTAZIONE DEL
FILM SU BARBAROSSA… COMPLIMENTI!
http://www.asca.it/news-CINEMA__BERLUSCONI_ARRIVATO_A_PRESENTAZIONE_ANTEPRIMA__BARBAROSSA_-863983-POL-.html
COMPLIMENTI ANCHE A QUEI 29 DELLA FINTA OPPOSIZIONE
CHI IERI HA FATTO PASSARE LO SCUDO FISCALE!!
SIETE PEGGIO DEI PEGGIO.
DA QUALCHE PARTE…
IL TELECOMANDO E’ DEMOCRAZIA
Posted in Uncategorized on Settembre 30, 2009 by mircodinamoDemocrazia è tenere un telecomando in mano
e cambiare canale quando ti pare…
tipo come faccio io quando vedo Emilio Fede…
Studio aperto.. Maria de filippi…
grande fratello.. isola dei famosi.. uomini e donne
e chi più ne ha più ne metta…
allora perchè
quelli che si trovano di fronte Annozero
o Parla con me della Dandini
non cambiano canale e smettono di rompere I COGLIONI!??
mi sembra che qui vada bene solo chi parla bene del governo
che la critica non si possa fare..
Tutto questo mi ricorda un periodo passato..
un qualcosa di già visto..!
c’era sempre uno pelato, basso… che urlava dalle finestre!
vi ricordate voi chi era?
mi sfugge il nome…
VOLARE VIA
Posted in Uncategorized on Settembre 25, 2009 by mircodinamoEra stato troppo bello
per questo durò poco
solo il dolore dura tanto
quello a volte ti sembra eterno
morse la paura
come fosse pane secco
poi non si guardò neanche intorno
proseguì nel suo dolore
come fosse vero amore.
Ma niente avrebbe fatto cambiare
le sue convinzioni
Sembrava così facile uscirne
restando lì a respirare il mare
niente soffi di aria calda
niente sabbia assediata da gente
ma la paura è una strana bestia
quando ti prende non ti molla più
sentì il cuore bruciare nello stomaco
e come acido tornare su…
Ma niente avrebbe fatto cadere
le sue convinzioni
Ed era così importante
Volare via…
Allora scelse dal suo armadio
le due ali più veloci
urlò la sua promessa al mondo
e poi leggera s’involò
niente riuscì a trattenerla
un vento forte da est la sosteneva
e anch’io non feci niente…
solo accompagnarla
adesso il suo sorriso andava via
incontro al mondo
ed era così normale
volare via..
Mentre il lento respirare dell’acqua
dondolava la sua scelta
un dolce sapore di caffè arrivava fino a me
l’odore deciso di salsedine
e un ricordo invecchiato
fecero chiarezza profonda dentro me
il suo era stato un gesto d’amore vero
solo al contrario
ed era così naturale cadere giu
ed era così importante volare via
SABINA GUZZANTI E L’AQUILA!
Posted in Uncategorized on Settembre 23, 2009 by mircodinamosono momenti molto difficili nell’aquilano. Mi va di raccontarvi qualcosina. Mi perdonerete per la lunghezza e la confusione ma questo velo che impedisce le comunicazioni al di fuori del cratere va abbattuto. In ogni modo.
Oggi vi racconto dello smantellamento delle tendopoli. ci sono molte ma molte altre cose da dire. ma visto che scrivendo mi sono resa conto di aver riempito 2 pagine vi mando la prima parte. ogni commento puo’ fare bene.
————————————————————————–
Il primo problema è il freddo. Tanto temuto è già arrivato prima che ce ne potessimo rendere conto.
Le tendopoli, quelle che abbiamo imparato a riconoscere come quartieri della nuova città si stanno smantellando.
Le modalità con cui questo avviene sono incredibili. Le associazioni che si occupano di difesa dei diritti umano troverebbero molto lavoro se si accorgessero di questo lenzuolo di terra così vicino alla capitale eppure così lontano dagli occhi e dall’attenzione del paese.
Storia esemplare e non unica è quanto avvenuto a Piazza d’Armi. La tendopoli più grande che raccoglie aquilani, quella resa un set televisivo nei primi mesi post terremoto con centinaia di telecamere fissate ostinatamente sulla difficile sopravvivenza dei residenti nelle tende, quella, a detta degli operatori, più complessa per la presenza oltre che di tanti migranti, di disabili e tossicodipendenti, quella più militarizzata, dove entrare era un’impresa impossibile, dove ci hanno proibito di entrare anche per una giornata di sport per non parlare delle numerose richieste di tenere assemblee all’interno o anche semplici volantinaggi, tutte sistematiche negate.
Era un giovedì mattina quando sono iniziate a circolare voci sull’imminente smantellamento del campo. Sembrava uno dei tanti “dice che” che circolano all’improvviso, generati da chissà chi e chissà perché. Poi iniziarono le conferme. Le prime telefonate sono arrivate dagli psicologi che operavano nel campo che denunciavano la richiesta fatta alle loro cooperative da parte della Protezione Civile Nazionale di accompagnare le squadre che dovevano comunicare ai residenti dello smantellamento e del loro futuro. Gli psicologi (quasi tutti) si rifiutano. Placare la rabbia non può e non deve essere un loro compito.
Nel pomeriggio si palesano le squadre. Sono composte da un operatore della Protezione Civile Nazionale, due carabinieri o due della guardia di finanza, in alcuni casi li accompagna uno psicologo. Entrano nelle tende e danno vita ad un breve colloquio con il nucleo famigliare al termine del quale, decidono, chissà in base a quali criteri, la destinazione provvisoria delle persone. Provvisoria perché in attesa dell’assegnazione di case o della ristrutturazione della propria abitazione. Il tutto deve avvenire in 24 ore. A lungo ci siamo interrogati sui motivi di questi tempi. La risposta però l’ho ascoltata proprio da un “volontario” della pcn. “non possiamo dar loro tempo di organizzarsi”. Perché? Per non permettere qualche protesta?
Alcune destinazioni sono accolte favorevolmente dai residenti. La più ambita è la caserma della guardia di finanza, ovvero la sede del G8, ovvero la sede della Direzione Comando e Controllo (Dicomac) organo decisionale della gestione del territorio post sisma, ovvero la sede della Protezione Civile a L’Aquila. Sono tutti i migranti di piazza d’armi ad entrare per primi. Eravamo lì ad osservarli mentre velocemente impacchettavano tutto, caricavano automobili e si avviavano verso Coppito. Tutto accadeva in un silenzio irreale. Sembrava di essere tornati indietro di cinque mesi a quel sette aprile, quando nessuno parlava e smarrimento e paura riempivano l’aria al posto dei suoni. Abbiamo provato a fare qualche domanda a cittadini peruviani o filippini impegnati a riempire le macchine. Nessuna risposta, scappavano via, tenendo la testa bassa.
La caserma ha molti blocchi di edifici destinati ad abitazioni recentemente ristrutturati per ospitare il G8. Non hanno la cucina e quindi si continuerà a mangiare in mensa ma insomma….è una soluzione più che dignitosa sopratutto se paragonata a cinque mesi di permanenza nelle tende.
E ai controlli ci siamo abituati. La gestione delle tendopoli non è stata poi così diversa da quella di una caserma.
Poi sono arrivate le requisizioni degli alberghi della città. Con accordi ancora non troppo chiari con la Protezione Civile si sono requisite il 75% delle stanze di tutti gli alberghi agibili della città, pochi, ma comunque sufficienti per il fabbisogno almeno di questa prima tendopoli.
Piccolo inciso: ma se era possibile fare così, perché queste soluzioni non sono state adottate prima?
Per gli altri le destinazioni sono fuori città, ad Avezzano, Sulmona, Tagliacozzo fra le altre. E qui sono iniziati i problemi e le proteste. Chi quel 6 di aprile ha scelto di restare in tenda ha compiuto una scelta coraggiosa ed incontestabile. Quella di rimanere accanto al destino della loro città. Qualcuno c’è rimasto perchè ci lavora, qualcuno perché c’ha gli animali o un pezzo di terra, qualcuno perché non si è mai allontanato e magari nemmeno se lo immagina com’è che è vivere lontano, qualcuno perché sta terra la ama e se rimane, forse, qualcosa la può anche fare. Andare fuori città ora? Dopo quasi sei mesi in tenda?
Piano piano si inizia a capire come hanno effettuato queste scelte e diviene evidente che il criterio è la produttività. Ovvero, chi ha un lavoro rimane, gli altri, gli sfigati, devono andare via, il tutto entro 24 ore.
Abbiamo seguito storie strazianti ed assurde, come quella della signora Pasqua, 76 anni, sola, mandata ad Avezzano o quella di Luigi ex tossicodipendente in cura presso il sert mandato a Tagliacozzo, anche lui, solo.
Per chi si opponeva alla deportazione la strategia usata non è stata quella della forza, ma una più subdola, più criminale.
Improvvisamente chi per cinque mesi è stato il tuo eroe, colui che ti aiutato e fornito tutto quello di cui avevi bisogno ora cambia faccia. Diventa insofferente ed assente. Le prime cose a sparire sono i bagni chimici, poi le tende che parano il sole. E mentre la polvere si alza per l’esercito che smantella le tende accanto a te sparisce la mensa, il container per i giovani, la tenda servizi, la farmacia ecc..
rimani te, ostinatamente, da solo.
Nessuno, NESSUNO, è lì anche semplicemente a darti informazione. Aumentano a vista d’occhio le forze dell’ordine per timore di chissà che.
Non c’è il comune, non ci sono associazioni di volontario o per i diritti umani, non ci sono giornalisti, non ci sono osservatori.
Ai pochi giornalisti che tentano di entrare l’accesso viene negato e quando ci presentiamo in massa con degli avvocati fanno entrare solo uno, con il tesserino, scortato però dai carabinieri, ottimo metodo per tranquillizzare le persone e farle parlare.
Ora le televisioni dicono che le tendopoli e sopratutto quella di Piazza d’Armi non esistono più. Non è vero. A Piazza d’Armi resistono 38 irriducibili. Senza assistenza, senza cucina, con un solo bagno che fa schifo perché non viene pulito, nel bel mezzo di una discarica che è quello che rimane del campo. All’entrata una decina di carabinieri, non si capisce bene a fare che. Dove sono quelle schiere di volontari venuti in Abruzzo per darci una mano in buona fede? Dov’è la città? Dov’è la comunità? Gli abbiamo dimenticati?
Quello che è successo a Piazza d’Armi si sta ripetendo nelle restanti tendopoli nonostante l’incredulità dei residenti convinti che “tanto a loro non tocca” o che “ci hanno detto che questo campo è l’ultimo.
Pina, una nostra amica, una compagna, è residente al campo di Italtel 1. La scorsa settimana le hanno comunicato la sua nuova destinazione: Castellafiume, nella Marsica a 70 km dall’Aquila. Lei lavora all’Aquila, non ha la patente e due genitori anziani a carico.
Quando l’ha saputo ha deciso di andare ad occupare la sua casa E (con seri danni strutturali) nel quartiere di Santa Barbara. È entrata, ha chiamato noi, i giornalisti e i vigili del fuoco. La polizia è arrivata in un numero spropositato. Hanno bloccato addirittura la strada per ore – importante arteria di collegamento – di fatto bloccando la città. Erano impreparati ad una reazione di un’aquilana. Evidentemente non se lo aspettavano.
Ha esposto uno striscione dal suo balcone: L’Aquila – Castellafiume 70 km di vergogna.
Chiedeva un incontro con qualcuno della Protezione Civile Nazionale. Non si è mai presentato nessuno.
Pina è uscita di casa dopo 8 ore. Le hanno assicurato la revisione della destinazione, garante un politico locale.
Con le buone maniere qualcosa si ottiene.
Oggi & domani
Posted in Uncategorized on Settembre 22, 2009 by mircodinamoGuardo in faccia il mondo
oggi non ho paura
forse è solo perchè
sono meno stanco di ieri.
Il giorno si sveglia ancora
e il tuo sorriso
pervade tutte le strade..
non c’è furia..
non c’è nervosismo
tutto si rallenta…
si ferma quasi.
Non ho paura di imparare
nuovi modi
nuove voglie…di convivere…con me stesso
so che tutto resterà con me..
anche nel futuro che non vedrò..
tutto resta per sempre,
anche le tue mani
sopra di me.
“Vivi come se dovessi morire domani. Impara come se dovessi vivere per sempre. “
M. Gandhi
RECENSIONE ALBUM “INTORNO E’ BUIO”-DINAMO
Posted in Uncategorized on Settembre 15, 2009 by mircodinamoDinamo – Intorno È Buio
09 Settembre, 2009
INFO
Band Dinamo
Titolo Intorno È Buio
Etichetta P.R.I./Andromeda
Genere pop-rock
Anno 2009
Durata 50 minuti
Nazionalità Italia
Formazione Mirco “Dinamo” Rufilli – voce
Salvatore “Joe” Pagano – chitarra
Rudy Zecchitella – chitarra
Lapo “Pomo” Monopoli – basso
Luca “The President” Tonni – batteria
Tracklist 1. Volteggio
2. Prendimi Così
3. Porte Blindate
4. Dentro Me
5. Inevitabile Vuoto
6. Rosa Del Deserto
7. Ormai
8. La Mia Cura
9. Graffio
10. Controvento
11. Libero
12. Urlo
13. Cosa Ha Senso
Contatti http://www.myspace.com/dinamorockband
Voto 9
Scritta da Marmos
I Dinamo sono una realtà molto interessante del panorama rock italiano. Si tratta di una band fiorentina, che ha ricevuto diversi premi nell’ultimo periodo, dimostrando di poter fare un ulteriore salto di qualità. “Intorno È Buio” è un disco convincente, presenta arrangiamenti ben riusciti e un suono piacevolmente rock. “Volteggio” è la prima traccia e può introdurre alcune delle caratteristiche principali dell’intera opera. La chitarra acustica accompagna con dolcezza la voce di Ruffilli, mentre l’elettrica entra in gioco soprattutto negli assoli e nel ritornello per dare più spinta al brano. Non è uno dei pezzi più rock dell’album, ma risulta gradevole all’ascolto e ben arrangiato ad un’analisi più approfondita. “Prendimi Così” è sin dai primi secondi una canzone più aggressiva: chitarre elettriche graffianti e ritmo più sostenuto. La seconda traccia non delude le aspettative e mantiene un buon tiro per l’intero pezzo: un pezzo rock ben riuscito. “Porte Blindate” prosegue sulla stessa strada ed è una delle tracce migliori di “Intorno È Buio”: potenti riff di chitarra, batteria e basso molto efficaci, ottima interpretazione di Ruffilli. Nel ritornello, la canzone esce, trasporta l’orecchio dell’ascoltatore, lascia il segno. “Dentro Me” è un pezzo ossessivo, molto ripetitivo, a partire da un testo ricco di richiami studiati. La scelta della band appare azzeccata, il ritmo è trascinante e coinvolgente: anche in questo caso il giudizio non può che essere ottimo. “Inevitabile Vuoto” ripercorre un rock tirato, aggressivo e quasi gridato nella parte più incisiva: un po’ più prevedibile dei precedenti, ma comunque valido. L’atmosfera cambia completamente con “Rosa Del Deserto”: dopo quattro pezzi elettrici, una ballata acustica appare il giusto tentativo di colpire l’attenzione dell’ascoltatore e rendere meno prevedibile l’intera opera. Anche “Ormai” è un pezzo lento e completa l’intermezzo, dimostrando la completezza musicale del gruppo e la duttilità canora di Ruffilli. Con “La Mia Cura” si torna al rock e il timbro dei Dinamo torna a marchiare le note: chitarre clean e distorte alternate con sapienza, melodia accattivante, crescita costante del pezzo fino al ritornello. “Graffio” mostra sin dal titolo un’aggressività e una grinta che la musica conferma: si tratta di una delle canzoni più tirate, rock fino in fondo, nei riff di chitarra, nel tiro della batteria, nella struttura ritmica. “Controvento” è una delle migliori creature della band e si innesta nella migliore tradizione del rock italiano (sulla scia dei loro conterranei Litfiba?): un brano davvero pregevole sotto ogni punto di vista. “Libero” e “Urlo” proseguono su una strada simile alle precedenti canzoni, non aggiungono nulla di nuovo, ma risultano piacevoli all’ascolto e dotate di un’ottima struttura compositiva. Il disco si chiude con “Cosa Ha Senso” e la sua splendida introduzione di chitarra e armonica. Si tratta di una ballata acustica dal testo incisivo e profondo (“è ancora distratto l’uomo di oggi, avere un credo, avere una fede, può salvarti dal resto…ma se perdi il senso, cosa ha senso poi”). Una chiusura degna (e originale) di un disco completo e davvero promettente. La band dimostra ottime capacità musicali, vocali e di arrangiamento dei pezzi. A ottobre è prevista l’uscita di un nuovo disco di inediti dei Dinamo e la curiosità sarà davvero molta. Se le potenzialità della band verranno confermate, i presupposti per una carriera di tutto rispetto ci sono. La tradizione del rock italiano ha vantato gruppi come i Timoria e i Litfiba, mai troppo rimpianti se confrontati all’attuale situazione discografica. La speranza è che i Dinamo possano offrire una valida alternativa alla musica di oggi e ripercorrere il solco lasciato dai loro (grandi) predecessori. In bocca al lupo ragazzi!
Powered by jReviews
http://www.stereoinvaders.com/index.php?option=com_content&view=article&catid=3:underground&id=2088:dinamo-intorno-e-buio&Itemid=16
Il momento giusto
Posted in Uncategorized on Settembre 13, 2009 by mircodinamoFinalmente piove
e mi nascondo dietro le gocce
che cadono a terra.
Ho passato troppi anni
a dar da mangiare alla mia grande bugia
trovando scuse plausibili
talmente vere che ancora ci credo anch’io…
ma adesso sto morendo dentro
e ritengo che almeno tu debba saperlo.
Dei miei anni trascorsi
ricordo soltanto l’odore della mia città…
ho rinchiuso tutto e nient’altro è rimasto
visibile ad occhio nudo
me ne fregavo dei miei misteri nascosti
credendo di non soffrire.
Ma adesso che crollo da solo
quel vuoto non riesco davvero a colmarlo
ritrovo pezzi nascosti e ricordi di cure sbagliate e brandelli di vita…
E niente rimane nascosto per sempre nel cuore
di chi vuol cambiare
Ho guardato negli occhi la gente
cercando soltanto un po’ di lealtà
sotto un mucchio di sassi pesanti
ho trovato la voglia di sincerità
e ho gettato lontano i segni indelebili
dei miei momenti più scuri…
Condividere è l’arma segreta
per crescere e vincere le debolezze
nascondevo a me stesso il motivo sincero
del mio confermarmi bugiardo
